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FAQ
Quali sono gli organi competenti che partecipano al procedura autorizzativa del progetto?
L'autorizzazione verra' rilasciata dal Ministero dello Sviluppo Economico d'intesa con la Regione Marche interessata al progetto.
Numerosi enti territoriali e nazionali saranno chiamati ad esprimersi sulla procedura di VIA (valutazione di impatto ambientale), sulla procedura per il rispetto delle norme di sicurezza, sulla procedura demaniale ed infine in sede delle conferenze dei servizi convocate dal Ministero dello Sviluppo Economico.
Che impatto avra' il rigassificatore sul territorio marchigiano?
La nave rigassificatrice non sara' mai visibile dalla spiaggia, permettendo la preservazione della costa e del turismo.
Vi sara' un impatto a terra limitato alla fase di costruzione, che avverra', in ogni caso, lontano dalla stagione turistica. Quindi, nessun elemento risultera' visibile, salvo la cabina di misura che sara' completamente schermata alla vista da una fascia di vegetazione.
- Considerato l'intervento a terra assolutamente non invasivo, saranno comunque accordate misure compensative previste dalla legge a beneficio delle popolazioni locali.
- GDF SUEZ si adoperera' in maniera molto determinata affinche' il tessuto industriale e terziario del territorio possa essere coinvolto nella fornitura di prestazioni/servizi utili e necessari alla costruzione e gestione dell'opera.
Quali effetti ci saranno sull'ambiente?
Presenza minimale di infrastrutture
Il progetto Tritone comporta un impatto ambientale minimo. In effetti, oltre al gasdotto di raccordo, alla cabina di misura ed alla nave rigassificatrice, il progetto non prevede alcuna ulteriore infrastruttura o costruzione (nessun impianto di stoccaggio, nessuna isola artificiale a mare, ecc.).
La nave rigassificatrice avra' un impatto molto limitato nello spazio, in ogni caso reversibile. Per il gasdotto di raccordo e la cabina di misura le interferenze ambientali si verificheranno limitatamente alla fase di realizzazione.
Inoltre, la distanza dell'allacciamento alla rete di trasporto nazionale sara' minima in quanto:
- la dorsale di trasporto nazionale e' vicinissima alla costa
- il progetto di terminale GNL e' situato in prossimita' dei luoghi di consumo
Minimizzazione del CO2
Il progetto Tritone vedra' una produzione di CO2 estremamente contenuta grazie a:
- l'utilizzo del calore dell'acqua di mare per il processo di rigassificazione.
- l'adozione a di speciali motori brevettati da GDF SUEZ (DFDE Dual Fuel Diesel Electric) a bordo della nave rigassificatrice per la produzione di energia elettrica che utilizzano come combustile il metano al 99%.
La sicurezza
Come previsto dalla vigente normativa, il rapporto preliminare di sicurezza e' disponibile al pubblico sul sito Web del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare http://www.minambiente.it/ nonche' c/o gli uffici del Ministero per i Beni e le Attivita' Culturali - D.G. per la Qualita' e la Tutela del Paesaggio, l'Architettura e l'Arte Contemporanea - Via S. Michele 22, 00153 Roma; c/o lo Sportello Relazioni con il Pubblico della Regione Marche in Via Gentile da Fabriano,9, 60100 Ancona; c/o la Provincia di Macerata, Corso della Repubblica 28, 62100 Macerata; c/o il Comune di Porto Recanati Corso Matteotti 230, 62017 Porto RecanatiChiunque abbia la necessita' di acquisire notizie od informazioni relative ai casi di rilascio del GNL, rischi di incidenti o quant'altro ritenuto necessario, puo' consultare il documento "Rapporto di Sicurezza" disponibile presso gli indirizzi sopra indicati.
Quali sono le caratteristiche e i vantaggi principali del terminale Tritone GNL di GDF SUEZ?
- Una Tecnologia di ultimissima generazione, progetto diverso da qualsiasi altro esistente: la rigassificazione avviene a bordo di una nave distante 34 km dalla costa ed invisibile dalla spiaggia, per via della curvatura della terra.
- Un impatto ambientale assolutamente minimo in quanto per la trasformazione del gas dallo stato liquido allo stato gassoso, viene utilizzata una fonte inesauribile e rinnovabile quale il calore presente nell'acqua di mare.
- L'esecuzione dei lavori in periodi che non arrecheranno disturbo alle attivita' turistiche.
- Una capacita' iniziale di rigassificazione di 5 miliardi di m3, eventualmente estendibile a 10 miliardi di m3 senza ulteriori lavori ne sui gasdotti ne sulla cabina di misura.
- Un'entrata in funzione prevista nel 2012/2013. Inizio dei lavori di costruzione previsto nel 2010.
- Una disponibilita' di GNL del portafoglio Gaz de France per alimentare il progetto in maniera continuativa e garantire cosi' il completo utilizzo della struttura
- Un indiscutibile contributo all'approvvigionamento energetico e diversificazione delle fonti di approvvigionamento.
Le nave metaniere sono sicure?
Dall'entrata in servizio dalle navi adibite al trasporto di gas liquefatto, non si sono mai riscontrati rilasci di idrocarburo.
I 40,000 viaggi (oltre 160 milioni di chilometri percorsi) ci consentono di confermare anche dal punto di vista statistico l'assoluta affidabilita' del trasposto di GNL sia sul piano della sicurezza, sia sul piano della preservazione ambientale.
Il GNL e' sicuro?
Trasportare il GNL con navi metaniere e' praticato da oltre 40 anni, ed e' considerata una tecnologia della quale se ne ha piena padronanza.
Sin dal principio, testimonianza della massima sicurezza adoperata nel settore del GNL, tutti i trasporti sono stati effettuati per mezzo di navi dotate di doppio scafo.
Il sistema di contenimento del GNL in apposite stive, nonche' il sistema di manovra dei cargo, hanno raggiunto ad oggi elevatissimi livelli di sviluppo.
Le operazioni di ormeggio, ancoraggio e scarico del gas attraverso boe appropriate e gasdotti offshore si avvantaggiano dell'esperienza dei relativi settori come ad esempio l'industria petrolifera, dove i metodi per il trasferimento del petrolio sono assolutamente provati e testati in condizioni ambientali anche difficili (Mare del Nord, ecc.).
Le strutture per l'ormeggio offshore e l'installazione di gasdotti sottomarini sono praticate da vari decenni sia per il petrolio, sia per il gas.
Che tipi di rigassificatori esistono nel mondo?
Il crescente ruolo del GNL nel mondo e lo sviluppo tecnologico hanno recentemente permesso la realizzazione di terminali di rigassificazione a mare (off shore), lontani dalla costa.
Sostanzialmente, ci sono due categorie di terminali GNL offshore: la prima prevede strutture poggianti sul fondo marino raramente applicata, la seconda invece si avvale di strutture galleggianti.
Le strutture poggianti sul fondo marino sono note come "Gravity Based Structures" (di seguito: GBS). Esse consistono in imponenti costruzioni di cemento armato. In aggiunta per motivi tecnici ed economici necessitano di una profondita' d'acqua relativamente bassa pertanto , non possono essere posizionati generalmente molto distanti dalla costa.
Rileviamo quindi come i terminali GNL galleggianti sembrano particolarmente adatti nel caso dell'Italia: essi permettono una localizzazione ottimale dal punto di vista del mercato, e, nello stesso tempo, riducono enormemente l'impatto ambientale.
Quanti sono i rigassificatori nel mondo?
Nel mondo, nel 2007, si contano 20 terminali di liquefazione GNL, 58 terminali di rigassificazione di GNL (di cui 27 in Giappone e 5 in Spagna) e 253 navi GNL in esercizio.
I leader mondiali nella produzione di GNL sono il Qatar che precede l'Indonesia, la Malaysia e l'Algeria. In quanto agli importatori il Giappone, la Corea e la Spagna, occupano le prime posizioni .
Da quanto tempo operano i rigassificatori?
Le caratteristiche e l'impiego del GNL sono state accertate nel 1917, quando e' stato messo in funzione nell'Ovest della Virginia, il primo impianto di GNL.
1940: Costituzione a Cornwell (USA) della "Hope Natural Gas Company" e funzionamento per 4 mesi dalla prima istallazione pilota usata per la fornitura di gas naturale durante i picchi di consumo. Il primo impianto commerciale di utilizzo durante i picchi di consumo (liquefazione/stoccaggio e rigassificazione) , fu costruito a Cleveland nell'Ohio nel 1941. Nel gennaio 1959, la prima nave al mondo di GNL il "Methane Pioneer", porto' il carico di GNL da Lake Charles, nella Louisiana a Canvey Island, nel Regno Unito (7 traversate).
1964-1965 : Inizio della prima catena commerciale di trasporto del GNL su grande scala comprendente :
- Officina di liquefazione della "Camel" a Arzew (Algeria);
- Navi metaniere britanniche "Methane Princess" et "Methane Progress" e francese "Jules Verne";
- Terminali britannici di Canvey Island e francese di Le Havre.
In Italia e' attivo un solo rigassificatore, dagli anni '70, in Liguria (localita' Panigaglia) nei pressi di Porto Venere.
Da dove viene il gas naturale attualmente consumato in Italia?
Il gas viene importato da due fornitori principali, Russia e Algeria, cui si aggiungono Norvegia, Olanda e Libia.
Il GNL invece puo' essere acquistato in numerosi altri paesi.
Quanto gas consuma il nostro Paese?
Nel 2007, il consumo nazionale di gas e' stato pari a 84,9 miliardi di metri cubi (dati Autorita' Energia Elettrica e Gas).
Nel 2020, il consumo nazionale e' previsto in aumento e superera' i 117 miliardi di metri cubi (dati Ministero dello Sviluppo Economico) mentre nel 2030 sempre il Ministero dello Sviluppo Economico prevede una necessita' per il Paese pari a 127,5 miliardi di metri cubi.
Perche' servono i rigassificatori in Italia?
I rigassificatori hanno una grande rilevanza strategica nella pianificazione energetica, infatti consentono di ricevere nuove forniture di gas, a lungo termine, sicure ed a costi contenuti.
La diversificazione permessa dall'approvvigionamento via mare offre piu' flessibilita' al mercato.
Inoltre, il GNL puo' mettere al riparo i Paesi utilizzatori di gas naturale da possibili rischi politici.
Il GNL elimina la dipendenza da un fornitore unico (come accade per i gasdotti), le navi infatti possono rifornirsi da nazioni collocate in diverse aree geografiche.




